Il nuovo incentivo provinciale può essere richiesto ogni anno anche per gli equini. A fine luglio negli alpeggi altoatesini erano presenti 1.730 unità di bestiame adulto riferite ai cavalli, 1.100 quelle ammissibili al sostegno.
Portare i cavalli in alpeggio non significa soltanto offrire loro movimento, vita sociale e disponibilità di pascolo.
La presenza degli animali nelle malghe contribuisce anche a mantenere aperto e vitale il territorio montano, contrastando l’avanzata incontrollata del bosco e sostenendo l’economia delle comunità alpine.
È su questo principio che si fonda il premio per il pascolo negli alpeggi promosso dalla Provincia autonoma di Bolzano. Un incentivo che, nella sua nuova formulazione, comprende ogni anno tutti i bovini e i cavalli in possesso dei requisiti previsti.
In passato il sostegno, conosciuto come “Premio per la salute degli animali” o “Premio di transumanza”, era destinato soprattutto ai bovini giovani e poteva essere richiesto una sola volta per ciascun animale.
Oggi, invece, il riconoscimento è diventato annuale ed è stato esteso anche agli equini.
«Il premio per il pascolo è estremamente importante: rappresenta un incentivo a portare gli animali in malga», spiega Kurt Moser, della malga Oberputzergmoan e presidente dell’interessenza della Val Sarentino.
Un effetto confermato anche sul Renon. Secondo il presidente dell’interessenza Andreas Vieider, gli agricoltori apprezzano il sostegno e l’interesse verso l’alpeggio è cresciuto, insieme al numero degli animali condotti in malga.
Per Ulrich Gögele, della Seeberalm e presidente dell’interessenza in Val Passiria, il premio contribuisce a mantenere costante la presenza del bestiame sugli alpeggi, accompagnando un settore dell’allevamento attualmente caratterizzato da un forte dinamismo.
Cavalli e bovini custodi del paesaggio
«La conservazione e l’ulteriore sviluppo della produzione lattiera e dell’allevamento in Alto Adige sono aspetti ai quali teniamo molto», sottolinea l’assessore provinciale all’Agricoltura Luis Walcher.
«Per questo motivo abbiamo creato incentivi mirati, come il premio per il pascolo, riproposto lo scorso anno in forma modificata. Una presenza capillare degli animali negli alpeggi è di fondamentale importanza per preservare il paesaggio culturale, garantire l’agricoltura di montagna e assicurare la protezione dall’imboschimento».
Secondo Walcher, i risultati ottenuti hanno superato le aspettative della Provincia: da diverse zone dell’Alto Adige viene infatti segnalato un aumento del bestiame condotto nuovamente in malga.
Finora sono state ammesse complessivamente 4.866 domande.
Alla fine di luglio risultavano presenti negli alpeggi 36.500 unità di bestiame adulto riferite ai bovini e 1.730 agli equini.
Il dato non corrisponde necessariamente al numero effettivo degli animali: l’unità di bestiame adulto è infatti un parametro convenzionale utilizzato per rendere confrontabili, a fini amministrativi, capi appartenenti a specie e categorie differenti.
Come riferisce il direttore dell’Ufficio Zootecnia Matthias Profanter, sono ammissibili al premio 34.000 unità di bestiame adulto bovino e 1.100 unità relative agli equini. Complessivamente, il sostegno dovrebbe quindi raggiungere circa 35.000 unità.
Numeri che raccontano anche il ruolo dei cavalli nell’equilibrio delle terre alte: non semplici presenze nel paesaggio alpino, ma animali capaci di contribuire, attraverso il pascolo, alla cura del territorio e alla continuità di un’economia di montagna costruita nei secoli.
Fonte della notizia: Red Lab























